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Esteri
Racconti dal Donbass. Un incontro a Carrara
Scritto da Redazione    Giovedì 23 Aprile 2015 17:17    PDF Stampa E-mail
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antifa-ucrainaA Carrara il 26 aprile si incontreranno due Carovane, entrambe mosse e animate dai valori dell'antifascismo: la Carovana Resistente, che torna a fare tappa a Carrara, e la Carovana Antifascista organizzata dalla Banda Bassotti, gruppo musicale antifascista romano che ha portato negli anni la loro musica e il sostegno di tanti attivisti in paesi come il Nicaragua, il Salvador, la Palestina e l'Ucraina.

La giornata di domenica, organizzata dal Comitato con l'Ucraina Antifascista, Anpi Massa Carrara, il Circolo Arci Il Viandante, FIAP e Rifondazione Comunista Carrara, inizia con un incontro che vedrà la partecipazione dell'attivista e reporter ucraina Veronika Yuhnina, dalle 18.00 presso la sede di ANPI Carrara (viale Potrignano 13) e continua presso il Circolo Il Viandante (Via Gragnana 1) con una cena di finanziamento per la Carovana Antifascista.

Ai microfoni di Meltin Pop abbiamo ospitato Andrea Calevro e Gianfranco Castellotti, due portavoce del Comitato con l'Ucraina Antifascista di Massa Carrara e un partecipante alla prima Carovana Antifascista in Ucraina.

Ascolta il podcast dell'intervista.

Clicca Qui per maggiori informazioni e per scaricare la locandina dell'evento.


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Rivoluzione del Rojava, una speranza per il nuovo medioriente
Scritto da Redazione    Giovedì 16 Aprile 2015 18:46    PDF Stampa E-mail
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rojavaIntervista a Carla Cocilova, di Arci Toscana, e Paolo Zammori, collaboratori di Uiki Onlus, che saranno ospiti dell'evento "La speranza per un nuovo Medioriente - La rivoluzione del Rojava" ad Aulla (ore 21.00 venerdì 17 aprile) organizzato da Arci Agogo di Aulla e Comitato Arci Massa Carrara.

ll Rojava, la parte siriana del Kurdistan, una regione del Medioriente suddivisa in 4 stati: Turchia, Siria, Iran e Iraq. Questa regione autonoma della Siria sta combattendo strenuamente contro il regime autoritario siriano che avanza. La Resistenza del Rojava, combattuta da donne e uomini curdi, porta con sé valori di eguaglianza sociale, politica e di democrazia, ed è per tanto un modello di società possibile, non solo per il Medio Oriente.

Ascolta le interviste.


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Intervista ad Aladji Cellou
Scritto da Redazione    Giovedì 19 Febbraio 2015 18:42    PDF Stampa E-mail
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african_election_poster_285"Fare il giornalista è anche partecipare alla costruzione democratica e prendersi rischi enormi. E' lavorando in questi paesi, come il Ghana e la Guinea, che si capisce qual è il prezzo da pagare per la libertà di stampa".

A parlare è Aladji Cellou, giornalista originario della Guinea rifugiato politico in Italia. Ex direttore de "L’Independant", principale gruppo editoriale della Guinea, è stato costretto a fuggire nel 2005 a causa dei suoi articoli contro il governo del suo paese. Oggi vive a Firenze continuando collaborazioni redazionali con diverse testate all’estero. 
Cellou sarà ospite dell'African Diaspora Cinema Festival alla proiezione del film "An african election", documentario del 2011 diretto da Jarreth e Kevin Merz che racconta le elezioni del 2008 per eleggere il nuovo presidente del Ghana. Ai nostri microfoni, Cellou ha descritto lo sfondo politico e sociale di alcuni paesi dell'Africa Occidentale, tra cui Guinea e Ghana, e ha raccontato la sua esperienza da giornalista anti governativo.

Venerdì 20 febbraio il film "An African Election" sarà proiettato a Massa presso il Circolo Arci Focus (via Eugenio Chiesa 19) alle 17.00




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Freedom Flotilla: le interviste
Scritto da Redazione WEB    Sabato 29 Settembre 2012 12:06    PDF Stampa E-mail
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freedom_flotilla_samuel_fava

Estelle è arrivata alla Spezia (nella foto di Samuel Fava). Abbiamo seguito questo evento in diretta con due Meltin Pop speciali andati in onda nelle giornate di giovedì e venerdì.

Durante le dirette abbiamo realizzato alcune interviste, due delle quali vi riproponiamo in questa pagina.

Una è ad ANN IGHE portavoce delle Freedom Flottila 3, intervistata a bordo della Estelle con la traduzione di Valentina Giannini del coordinamento Freedom Flottila La Spezia/Massa Carrara.

L'altra è un intervista a SAEED AMIREH, 20enne del villaggio di Ni'lin in Cisgiordania, che attua resistenza non violenta verso l'occupazione israeliana. Intervista realizzata da Francesca Ghio e con la collaborazione di Luca Damiani.


Ascolta le interviste:

Intervista ad Ann Ighe

Intervista ad Saeed Amireh

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Addio a Vittorio Arrigoni
Scritto da Redazione WEB    Venerdì 15 Aprile 2011 15:26    PDF Stampa E-mail
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Riportiamo qui l'articolo scritto dal nostro Luca per PeaceReporter, per ricordare insieme a lui una persona che all'età di 36 anni è morta per un ideale di pace e fratellanza. Ciao Vittorio.

vittorio_arrigoniVittorio Arrigoni è morto. Il suo corpo è stato trovato questa notte intorno alle 1.50 in un'abitazione nella Striscia di Gaza, nel quartiere Qaram, periferia di Gaza City. La notizia è stata dapprima diffusa da fonti di Hamas e poi confermata a PeaceReporter da un'attivista dell'International Solidarity Movement. Hamas, il movimento islamico che controlla il territorio della Striscia, non è riuscito a mediare per la sua liberazione. O forse non ci ha nemmeno provato. Secondo quanto riferito dal portavoce del movimento, dietro indicazione di uno dei membri del gruppo ultra-radicale interrogato nel primo pomeriggio, le forze di sicurezza avrebbero circondato l'area nella quale era detenuto Vittorio, dando luogo a un'irruzione sfociata in uno scontro a fuoco, in seguito al quale alcuni militanti salafiti sarebbero stati feriti, due di loro arrestati, mentre altri ancora sarebbero ricercati.

Non è chiaro come e quando Vittorio sia stato ucciso, anche se il portavoce di Hamas, Yiab Hussein, ha dichiarato in una conferenza stampa tenutasi poco dopo le 3 di stanotte, che Arrigoni era morto circa tre ore prima, senza però spiegare come fosse stato possibile stabilire il decesso con tale esattezza. Una militante dell'Ism si è recata sul luogo del ritrovamento e ha riconosciuto il corpo alle 3.10. "Aveva le mani legate dietro la schiena, e giaceva supino su un materasso". La ragazza ha raccontato a PeaceReporter che la sicurezza di Hamas ha detto anche a lei e agli altri membri dell'International Solidarity Movement giunti nella casa che Vittorio sarebbe morto qualche ora prima del loro arrivo. Il pacifista è stato strangolato, anche se, dal racconto reso a PeaceReporter dalla militante dell'Ism, dietro la nuca presentava contusioni varie. "Aveva ancora la benda intorno agli occhi, e perdeva sangue da dietro la testa. Sui polsi c'era il segno delle manette".

La sera prima del rapimento Arrigoni era andato in palestra. Poi aveva chiamato per prenotare il ristorante dove spesso era solito recarsi a cena. Aveva detto che sarebbe arrivato verso le 22. Alle 22.30, non vedendolo arrivare, lo chiamano dal ristorante. Ma Vittorio non risponde. Nessuno si preoccupa, perchè comunque spegne spesso il cellulare. Dopo la cena avrebbe incontrato un'amica e l'indomani sarebbe andato a Rafah a far visita ad alcune famiglie palestinesi con i compagni dell'Ism, che hanno provato anche loro a contattarlo dopo la palestra. Invano. Vittorio è stato rapito appena uscito dalla palestra.

La sua salma è stata trasferita durante la notte allo Shifa Hospital di Gaza, dove è stato condotto l'esame autoptico e redatto il certificato di morte. Il pacifista italiano era stato rapito ieri da un gruppo islamico salafita che, in un filmato su You Tube, minacciava di ucciderlo se entro 30 ore, a partire dalle 11 locali, il governo di Hamas non avesse liberato alcuni detenuti salafiti. Vittorio è morto senza che nemmeno metà del tempo concesso dai rapitori si fosse esaurito, ben prima che l'ultimatum scadesse. E' morto senza che neppure l'accenno di un negoziato fosse avviato per la sua liberazione. Purtroppo, a queste domande non sarà facile dare una risposta. Con la sua morte se ne va uno dei più ferventi sostenitori della causa palestinese. Un giornalista di guerra. E un amico. Addio, Vik.

Luca Galassi

 


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