Notizie
Fino al cuore della rivolta, a Fosdinovo dal 30 luglio
Scritto da Redazione WEB    Mercoledì 21 Luglio 2010 17:13    PDF Stampa E-mail
Associazioni

FINO AL CUORE DELLA RIVOLTA

Fino al cuore della rivolta
vi edizione
Dedicata a Paolino Ranieri

30 luglio - 3 agosto 2010
Museo Audiovisivo della Resistenza
Fosdinovo (MS)

PROGRAMMA
Venerdì 30 luglio – Museo Audiovisivo della Resistenza

Giornata in collaborazione con il festival “I Luoghi della Musica”


Ore 16.00
Presentazione dell’iniziativa e saluto delle istituzioni

Enzo Monteleone (Presidente Consiglio Regione Liguria), Massimo Cervelli (Regione Toscana), Osvaldo Angeli (Presidente Provincia Massa-Carrara), Paola Sisti (Ass. Cultura Provincia della Spezia), Massimo Dadà (Sindaco Fosdinovo), Massimo Caleo (Sindaco Sarzana), Renzo Bellettato (Associazione Museo della Resistenza), Dino Baudone (Pres. Cons. Comune di Lerici), Marina Babboni (Festival Lunatica), Massimo Marcesini (Ass. Cultura Comune Ortonovo), Elena Emma Cordoni (Incaricata alla Memoria, Comune Massa), Marzio Favini (Sindaco Castelnuovo Magra), Giovanna Bernardini (Ass. Cultura Comune Carrara), Umberto Moisè (Presidente ARCI Carrara Lunigiana), Alberto Tognoni (Presidente ARCI Val di Magra), Paola Varesi (Museo Casa Cervi). Saranno presenti i/le partigiani/e delle sezioni locali dell’ANPI


Ore 18.00
Dibattito/1
Paolino Ranieri: partigiano del futuro
con Andrea Ranieri, Giovanni Contini (Soprintendenza Archivistica per la Toscana), Denise Murgia (ANPI Sarzana)

Ore 21.00
Maurizio Maggiani
“Carne macinata per l’universo”

Ore 22.00
Cisco e il Coro delle Mondine di Novi
“Fatica da coltivare”
con Stefano “Cisco” Bellotti (vox), Francesco Magnelli (pianoforte, magnellophoni), Andrea Faccioli (chitarre, banjo), Patrick Wright (violino), Simone Coppellini (tromba), Bruno Bonarrigo (basso), Beppe Mondini (batteria), Mondine di Novi (cori)

Dopospettacolo/1
Antica Rumeria Lagrima de Oro
con Vito Andolini (voce e clarinetto), Pilar Morena Del Faro (voce), Filomena Caruso (percussioni), Sante Mancini (basso), Inga Molnard (sassofoni), Eremo De Passavilla (chitarra), Pepe Santucci (fisarmonica)



Sabato 31 luglio - Museo Audiovisivo della Resistenza

 

Ore 10.30
Seminario di storia orale: esperienze a confronto

Ore 16.00
Fuori Orario/1
Pillole di Museo: visita con i partigiani Vanda Bianchi e Giuseppe Cargiolli

Ore 16.30
Dibattito/2
Donne, Resistenza e cittadinanza repubblicana
con Adriana Dadà (Università di Firenze), Marta Baiardi (Istituto della Resistenza in Toscana), Lucia Cardone (Università di Sassari)

Ore 18.00
Dibattito/3
Vuoti di memoria e revisionismi
con Angelo D’Orsi (Università di Torino), Paolo Pezzino (Università di Pisa)

Ore 21.00
Ascanio Celestini
“Racconti”

Ore 22.00
Apuamater e Alessio Lega
“Canto di una cattiva compagnia contro il silenzio”
con Alessio Lega (voce e chitarra), Rocco Marchi (melodica e strumenti vari), Francesca Baccolini (contrabbasso), Davide Giromini (voce e fisarmonica), Luca Rapisarda (voce e chitarra), Micaela Guerra (voce), Debora Lari (violino), Nicola Bellulovich (sax), Gabriele D’Ascoli (basso), Flavio Andreani (batteria)

a seguire
Suonatori Terra Terra
con Luca Vitali (chitarra), Marcello Lomascolo (grancassa, chitarra), Federica Chezzi (tamburello, voce), Angelica Valtancoli (piatti, voce), Angela Partenza (asse dei panni, voce), Francesco Di Mauro (sax soprano), Michela Benvenuti (fisarmonica)

Dopospettacolo/2
Los Caimanos
con Luca Borghetti (voce e chitarra), Alberto Pagano (chitarra), Marco Sanguinetti (basso), Alessandro Badiale (batteria), Andrea Ariani (tastieri)

 




Domenica 1 agosto

Giornata in collaborazione con il festival “Lunatica”



Ore 10.30 - Museo della Resistenza
Assemblea del festival
«Tra il dire e il fare»: incontro con gli ospiti di “Fino al cuore della rivolta” per un cantiere di idee e proposte

Ore 16.00 - Fosdinovo - Piazza Matteotti
Dibattito/4
Cantare sapendo di sognare? Ideali e pratiche del progetto IN.CON.T.R.O.
Paolo De Simonis (Università di Firenze), Stefano De Martin (Direttore di Scandicci Cultura), Fabio Baroni (Comune di Fosdinovo)


Intervento teatrale del Maggio drammatico di Antona
“Berluska e… l’opposizione”
scritto da Gian Carlo Bertuccelli. Personaggi e interpreti: Marino Bertilorenzi (Berluska, capo del Governo), Valdemaro Bertuccelli (Brontolo, capo dell'opposizione), Lucia Del Giudice (La “Pasionaria”), Gian Carlo Bertuccelli (Rutolante ovvero Suggeritore)

Ore 18.30 - Fosdinovo - Museo della Resistenza
Camminata per i Sentieri della Resistenza dedicata a Ivan Bernardini. Accompagnamento musicale dei Suonatori Terra Terra
a cura del Comitato Sentieri della Resistenza. Partenza dal borgo di Fosdinovo, arrivo al Museo Audiovisivo della Resistenza. Tempo previsto 45 minuti (per il ritorno sarà disponibile un servizio navetta fino al borgo di Fosdinovo)

Ore 19.00
Fuori Orario/2
Pillole di Museo: visita con i partigiani Laura Seghettini, Giorgio Mori

Ore 21.00 - Fosdinovo - Museo della Resistenza
Contrasto in Ottava rima coi poeti estemporanei toscani
Realdo Tonti, Gabriele Ara, Emilio Meliani

Ore 22.00
Simone Cristicchi e il Coro dei Minatori di Santa Fiora
“Canti di miniere, vino, amore e anarchia”
con Simone Cristicchi (voce), Coro di Santa Fiora (cori), Michele Ranieri (percussioni, basso, mandolino), Riccardo Corso (chitarra), Gianmarco Nuciotti (chitarra), Giuliano Travi (fisarmonica)

Dopospettacolo/3
Suonatori Terra Terra



Lunedì 2 agosto - Museo Audiovisivo della Resistenza


Ore 10.00

Il museo incontra i/le bambini/e
Incontro con i partigiani Vanda Bianchi e Luigi Fiori

Ore 10.30

Laboratorio musicale per un canzoniere della rivolta

Ore 16.00
Fuori Orario/3
Pillole di Museo: visita con i partigiani Luigi Fiori e Piero Guelfi

Ore 16.30
Dibattito/5
Cantare la rivolta! Canzoni di lotta tra passato e presente
con Cesare Bermani (storico orale), Stefano Arrighetti (Istituto Ernesto de Martino), Gianfranco Azzali “Micio” (Lega di Cultura di Piadena). Introduce Matteo Bartolini (Contatto Radio – Popolare Network)

Ore 18.00
Dibattito/6
Informazione e memoria, tra pubbliche amnesie e resistenze del presente
con Gabriele Polo (giornalista, «il Manifesto»), Massimo Rebotti (giornalista, ex direttore di «Diario»), Tom Behan (storico, Università di Canterbury). Introduce Federico Bogazzi (Radio Popolare Roma – Popolare Network)

Ore 21.00
Marco Rovelli e Teatro della Cooperativa
“Servi”
regia di Renato Sarti
di Marco Rovelli e Renato Sarti. Con Marco Rovelli, Mohamed Ba. Musiche di scena di Marco Rovelli (chitarra e voce), Lara Vecoli (violoncello), Davide Giromini (fisarmonica)

Ore 22.00
E Zèzi gruppo operaio
“Ciente paise”
con Marzia Del Giudice (voce e nacchere), Maura Sciullo (voce e tammorre), Massimo Ferrante (voce e chitarra), Cristian Galia (batteria), Massimo Mollo (voce, chitarre, mandolino), Franco Paolo Perreca (clarinetto), Maurizio Saccone (sax), Enzo Salerno (basso), Carmine Terracciano (chitarra, mandola), Pasquale Terracciano (voce, tammorre e percussioni), Angelo De Falco (strumenti popolari)

Dopospettacolo/4
Fratelli Rossi
con Glauco Berni (chitarra e voce), Francesca Sarcoli (voce), Emiliano Bargagni (basso), Francesco Iorio (tromba), Jacopo Menichetti (voce narrante)



Martedì 3 agosto - Museo audiovisivo della Resistenza


Ore 10.00
Il museo incontra i/le bambini/e
Incontro con i partigiani Vanda Bianchi e Luigi Fiori

Ore 16.00
Fuori Orario/4
Pillole di Museo: visita con i partigiani Turiddo Tusini, Lido Galletto

Ore 16.30
Dibattito/7
Pedagogia della Resistenza: il passaggio del testimone
con Angela Persici (Istituto Pedagogico della Resistenza), Virginia Martini (Blanca Teatro), Giuseppe Lo Castro (Università della Calabria)

Ore 18.00
Dibattito/8
Fenisia, Filopanti e altri racconti. All’origine della storia orale in Italia
con Cesare Bermani (storico orale), Filippo Colombara (storico orale)

Ore 20.15
Spettacolo nel bosco
Blanca Teatro
“Il timido”
con Antonio Bertusi. Regia di Virginia Martini. Progetto per una pedagogia della Resistenza, dedicato alla figura umana e professionale di Gianni Rodari

Ore 21.30
“Canzoniere della rivolta”
Concerto di Paolo Ciarchi, Claudio Cormio, Sandra Boninelli, Nuovo Canzoniere Bresciano e tanti altri ospiti…

Ore 22.00
Paolo Pietrangeli
(t)ESSERE
Due atti cantati, sonati e recitati
con Paolo Pietrangeli (voce e chitarra), Alfredo Messina (piano e fisarmonica), Sandro Gibellini (chitarre elettrica e acustica), Paolo Ciarchi (la qualunque), Rocco Marchi (basso e tastierina a bocca), Johnny Errera (attore). Testo di Paolo Pietrangeli, Luigi Ciorciolini e Enzo Sferra

Dopospettacolo/5
giannY sYmbolo
con Gianny Symbolo (voce e chitarra), Giromini Redelnoir (fisarmonica), Gabriele D’Ascoli (basso), Micaela Guerra (voce), Matteo Procuranti (clarinetto)

INGRESSO GRATUITO PER TUTTI GLI SPETTACOLI

Il Museo Audiovisivo della Resistenza effettuerà la seguente apertura straordinaria: ven 16-21; sab 16-21; dom 10-13 e 16-21; lun 16-21; mar 16-21. È possibile visitare il museo in orario diversi da quelli indicati, su prenotazione e per gruppi di minimo 15 persone (info 0187 680014 www.museodellaresistenza.it)

Come arrivare



Per il festival info: 329.0099418 / 320.5627746

 

 
MIA - Meeting Internazionale Antirazzista in diretta sulle nostre frequenze
Scritto da Redazione WEB    Lunedì 28 Giugno 2010 17:03    PDF Stampa E-mail
Parliamo di noi
MIA

Dirette, pillole informative quotidiane, ospiti e tanto altro. Contatto Radio - Popolare Network, anche quest'anno seguirà il Meeting Internazionale Antirazzista (MIA) di Cecina/Livorno (dall'11 al 17 luglio). Quest'anno, oltre ai dibattiti e ai momenti di incontro, il programma del MIA è ricchissimo: Giobbe Covatta, Stefano Benni, Jonathan Coe, Dario Vergassola e Bobo Rondelli.

Tra le altre cose, domenica 11 (dalle 16.30 alle 18) trasmetteremo in diretta da Cecina la tavola rotonda “La radio racconta l'antirazzismo". L'incontro è organizzato da Novaradio, Città Futura, Radio Cage, Punto Radio Cascina, Contatto Radio e Radio Labo. Il ruolo delle emittenti e delle webradio gestite dall' associazionismo nella battaglia contro il razzismo. Introduce Francesca Chiavacci (Resp. Cultura Arci Toscana). Coordina Alfio Pellegrini (Resp. Comunicazione Arci Toscana).

Vai al sito del MIA

 

 
Contatto Radio presenta: Festa della Musica. ANNULLATE LE DATE DEL 19 E 20. CONFERMATO CISCO.
Scritto da Redazione WEB    Sabato 05 Giugno 2010 17:03    PDF Stampa E-mail
Parliamo di noi
Festa della Musica

AGGIORNAMENTO: Annullati i Gatti Mézzi e Samuel Katarro + Murièl. Resta confermato Cisco (eventualmente si terrà alla Nuova Sala Garibaldi di Carrara). Cercheremo di recuperare i concerti durante l'estate.

 

Eccovi finalmente il programma completo dell'edizione 2010 della FESTA DELLA MUSICA, organizzata dalla nostra emittente con il contributo del Comune di Carrara. della Fondazione Cassa di Risparmio di Carrara, della Provincia di Massa Carrara, della COOP, dell'APT Massa Carrara e della Cooperativa Di Vittorio, in collaborazione con l'Arci Carrara Lunigiana e Archivi della Resistenza.

Tre giorni per celebrare insieme al resto del mondo la Festa della Musica. In piazza Gramsci (meglio nota forse come Piazza d'Armi), il 19, 20 e 21 Giugno con ingresso gratuito.

 

 

IL PROGRAMMA DETTAGLIATO

sabato 19 giugno
ore 20:00 apertura festaore
21:30 I gatti mézzi in concerto (http://www.myspace.com/igattimezzi)


domenica 20 giugno
ore 21:30 Murièl in concerto (http://www.myspace.com/muriel29)
ore 22 30 Samuel Katarro in concerto (http://www.myspace.com/samuelkatarro)

 

lunedì 21 giugno (festa Mondiale della Musica)
ore 21:30 CISCO in concerto (http://www.ciscovox.it/page.php)

Ingresso gratuito per tutte le iniziative.

Una produzione UP! Urla Padula Festival

locandina_festamusica_ok
 
Paolino Ranieri, il mitico partigiano «Andrea», ci ha lasciato
Scritto da Redazione WEB    Giovedì 03 Giugno 2010 15:03    PDF Stampa E-mail
Cronaca

Facciamo nostro il saluto pubblicato da Archivi della Resistenza.
Nella notte tra il 2 e 3 giugno è morto Paolino Ranieri figura leggendaria della Resistenza, commissario politico della Brigata Garibaldi “Ugo Muccini”, Medaglia d’Argento al Valor Militare, membro del consiglio nazionale dell’ANPPIA, presidente dell’ANPI di Sarzana.

Paolino RanieriPaolino, nato a Sarzana nel 1912, era stato testimone, ancora bambino, dei celebri fatti del 21 luglio 1921, quando la città si ribellò alla violenza delle squadracce fasciste. Negli anni successivi maturò idee antifasciste e dalla fine del 1932 entrò a far parte dell’organizzazione clandestina del Partito Comunista. In quegli anni nessuno può sospettare che dietro il giovane barbiere vi sia un abilissimo propagandista, che arruola i giovani insofferenti al regime nella cellula cittadina, e che nella sua bottega di barbiere, proprio sotto la sede del comune, vengano distribuite le direttive dell’organizzazione e la stampa clandestina. Nel 1937, però, in seguito ad una spiata viene arrestato e processato per attività sovversiva dal Tribunale Speciale, con una condanna a quattro anni di reclusione. L’esperienza di Regina Coeli e Fossano costituiranno anche per lui quell’«università del carcere», fondamentale nella formazione politica di tanti antifascisti italiani: non solo lo studio collettivo con i compagni intellettuali (lezioni di politica, storia, economia, francese e ovviamente tanto materialismo storico), ma anche una pratica di condivisione e fratellanza che rimarrà una scuola di vita per il futuro. Quando nel 1940 viene rilasciato, a seguito di una amnistia (si rifiutò sempre di fare domanda di grazia), è ormai un uomo maturo, un «rivoluzionario di professione» che ha ben chiaro quale sarà il suo compito.

Con la caduta del fascismo e l’armistizio dell’8 settembre, il C.L.N. e gli antifascisti del territorio iniziano ad organizzare la Resistenza armata all’occupazione nazifascista e così Paolino imbraccia il mitra e diventa il partigiano «Andrea», prendendo il nome di battaglia dal protagonista del romanzo di Gorkij “La madre”, che ha letto negli anni del carcere. «Andrea» è commissario politico di un distaccamento che arriverà ad operare anche nel parmense e che si farà onore con una azione di grande importanza, come la Liberazione di Bardi nel giugno del 1944. Ritornato sui monti sopra Sarzana assume anche il ruolo di Ispettore di Zona per conto della Federazione del P.C.d’I., poi da lì a pochi mesi diventerà il commissario politico della Brigata Garibaldi “Ugo Muccini” che arruola tra le proprie fila quasi un migliaio di combattenti. Paolino sa bene che la Resistenza non può limitarsi a essere soltanto uno scontro militare, ma che è suo compito formare le coscienze di quelli che dovranno costruire la nuova Italia, inseguendo in ogni gesto quella moralità della Resistenza che deve contraddistinguere il partigiano. E così tra un’azione e l’altra, nelle sere a riposo davanti al fuoco, inizia il lavoro politico con i partigiani della Brigata “Muccini”, che vedono in «Andrea» un modello e una guida. La Brigata “Muccini” diventa presto una spina nel fianco delle forze militari nazifasciste, fino al celebre rastrellamento del 29 novembre del 1944, quando la Wehrmacht e la R.S.I. costringono gli uomini della “Muccini” allo sganciamento al di là della Linea Gotica, verso i territori già liberati. «Andrea» e il comandante Flavio Bertone «Walter», rimangono insieme a poche decine di partigiani sul territorio a combattere una battaglia che si fa ancora più dura. Infatti pochi giorni dopo, il 14 dicembre 1944, Paolino viene ferito ad entrambe le gambe dalle Brigate Nere, che lo portano nel famigerato carcere del XXI a La Spezia. Nel carcere, da cui pochi sono usciti in vita, Paolino rimane quattro mesi in condizioni di detenzione durissime, fino all’aprile del 1945 quando riesce a farsi liberare e ritornare nella sua Sarzana appena in tempo per la Liberazione.

Dopo la Liberazione «Andrea» entra nel comune della sua città, camminando ancora sulle stampelle, e diventa «il sindaco» (anche nei nostri giorni, se si passeggiava con lui per le vie di Sarzana, lo si sentiva chiamare così). E sindaco sarà, ininterrottamente, fino al 1971, per 25 anni, lasciando di sé il ricordo di un grande amministratore, di un politico che ha fatto dell’onestà il perno di tutta la sua azione.

Negli anni successivi Paolino non si è mai allontanato dal “fare politica”, ha svolto un ruolo di fondamentale importanza nell’ANPI e nell’ANPPIA, impegnandosi strenuamente nella difesa dei valori della Resistenza e nella salvaguardia della memoria storica. Nella seconda metà degli anni Novanta, Paolino vuole trovare una soluzione al progressivo allontanamento delle giovani generazioni da una memoria della Resistenza, che è spesso meramente rievocativa, e matura l’idea di avvicinare quel patrimonio di idee con linguaggi nuovi. Dall’incontro con ricercatori e artisti nascerà il primo Museo Audiovisivo della Resistenza in Italia, che significativamente sorge dalle rovine di una colonia estiva, che i partigiani avevano costruito, in uno dei luoghi di battaglia, per ospitare gli orfani di guerra e i figli delle famiglie indigenti nel dopoguerra. Il Museo delle Prade a Fosdinovo, ha la particolarità di essere un museo di narrazione, che ai tradizionali cimeli sostituisce i volti, i racconti di vita e le memorie visive di alcuni protagonisti della Resistenza. Oggi il museo è diventato un punto di riferimento nel panorama nazionale, una meta di gite scolastiche e di visitatori provenienti da tutta Italia, sede di importanti iniziative culturali, come il festival della Resistenza “Fino al cuore della rivolta”. Paolino aveva avuto una grande intuizione, per questo andava fiero di questa creatura e incoraggiava, come sempre, i più giovani iscritti alle ANPI ad impegnarsi per far conoscere questo importante luogo, a quante più persone possibili. A chi, come noi, si meraviglia delle coincidenze che talvolta ci affida la cabala indifferente dei nostri giorni, farà un certo effetto sapere che Paolino è morto proprio nel giorno che il museo festeggiava il suo decimo anniversario dalla inaugurazione (3 giugno 2000)

 

Raccontare la vita di un grand’uomo come Paolino negli spazi risicati di una newsletter (lui avrebbe sorriso di questa parola) è impresa ardua e decisamente ingenerosa. Senz’altro vi saranno altri luoghi e momenti ma non si può tacere il lato più doloroso della vicenda, quello che tocca nella carne viva chi come noi ha avuto il privilegio di essergli amico. Perché oltre al mito Paolino, l’uomo che aveva vissuto per intero il «secolo breve» (tanti compagni che venivano per la prima volta al festival o al nostro 25 aprile chiedevano di questo straordinario novantenne, volevano vederlo, conoscerlo, perché la sua fama andava ben oltre i confini della regione) c’era appunto l’amico, o per meglio dire, il compagno che sapeva esprimerti un affetto profondo, vero e commovente; un calore umano che te lo faceva sentire come una persona vicina, uno di famiglia. Paolino era anche un seduttore della parola, che sapeva adeguarsi ad ogni contesto comunicativo (altrettanto efficace con i bambini delle elementari come con gli studiosi di Resistenza), aveva una capacità oratoria, che non si limitava ai ferri del mestiere del politico di professione, ma nelle sue conversazioni si scorgevano una ironia e una arguzia che erano il segno di una intelligenza raffinata e, soprattutto, l’indice di una attenzione e di un rispetto degli altri che non aveva perso nemmeno negli ultimi struggenti incontri nel letto d’ospedale. In questi anni in cui regna uno stato di insicurezza e precarietà, Paolino poteva sembrare alle generazioni più giovani un dinosauro del secolo scorso, e invece, per chi lo conosceva diventava subito un modello da seguire, nella coerenza di principi e nell’esercizio costante delle armi della critica (Paolino è stato più eterodosso di quanto si possa pensare). Anche la sua tenacia e la sua voglia di vivere sembravano inestinguibili, per questo un altro maestro, che ci ha lasciato l’anno scorso, Ivan Della Mea, definì, in una sua poesia, Paolino «eterno». Nei destini incrociati (e disastrati) della sinistra italiana, Paolino costituiva anche una sorta di àncora di salvezza, ci esortava con il suo esempio a non perdere la speranza anche nei momenti più bui e dava nuova lena alle nostre battaglie; era (probabilmente a sua insaputa) un elemento di sicurezza e conforto: «Come sta Paolino?» ci chiedevano molti compagni che abitano fuori e tutti noi a ripetere che stava benissimo che la sua lucidità era impressionante, che era il più giovane di tutti noi. Forse la sua morte, tra i tanti dolorosi distacchi, rischia di segnarne uno ulteriore in questa direzione.

Eppure non dovrà essere così! Tutta la sua vita è stata vissuta all’insegna di un impegno civile e di una passione militante di raro impegno e coerenza: la politica, nella sua accezione più nobile e ideale, era per lui uno strumento per trasformare la società, per combatterne le ingiustizie seguendo quegli ideali di giustizia sociale che aveva visto realizzati nell’esperienza del carcere e su ai monti, insieme ai partigiani. In queste settimane ci confessava spesso la curiosità di sapere come sarebbe andata a finire, che ne sarebbe stato dell’Italia di domani, magari del dopo Berlusconi, ma questo suo dire implicitamente ci chiama in causa, ci fa interrogare sul «che fare?», noi oggi, ci chiede il conto del nostro impegno a combattere lo stato presente delle cose e ci esorta a non arrenderci al nemico più insidioso del “menopeggismo”, della sconfitta a tavolino, perché «un altro mondo è possibile» non è soltanto lo slogan di un facinoroso no-global, ma era il motto che Paolino sentiva suo e amava ripetere sulla soglia dei novantotto anni.

Paolino, l’«eterno», non ci lascia, non ci può lasciare. Il suo esempio non sarà dimenticato, noi di Archivi della Resistenza, insieme ai compagni dell’ANPI Sarzana e al Comitato Sentieri della Resistenza, per prima cosa dedicheremo alla sua memoria l’edizione di “Fino al cuore della rivolta” di quest’anno (che si terrà al Museo della Resistenza dal 30 luglio al 3 agosto). Ma quello che più conta, è che porteremo a termine il progetto di un libro che stavamo curando insieme a Paolino (dal 2007), attraverso cui si racconta tutta la sua incredibile vita dall’infanzia ai giorni nostri. Si tratta di un libro di enorme interesse e non essere riusciti a portarlo alle stampe, prima che Paolino ci lasciasse, costituisce per noi un rimorso non piccolo, per il quale ci scusiamo con tutti voi. Pensiamo che un buon modo per ricordare Paolino sia anche dare spazio al suo racconto, con l’anticipazione di quello che sarà il primo capitolo del futuro libro (clicca qui)

Venerdì 4 giugno alle 9.30 la salma verrà portata dall’obitorio davanti alla sede dell’ANPI di Sarzana in Via Lucri, 7 (ex Vecchio Mercato) per un saluto, insieme ai compagni e alle compagne delle ANPI. A conclusione del saluto ci si sposterà nel Comune di Sarzana, nella cui Sala consigliare verrà allestita la camera ardente, venerdì dalle ore 10.30 alle 21.00 e sabato 5 giugno dalle 9.00 alle 16.30.

La commemorazione funebre avrà luogo sabato 5 giugno alle ore 17 in Piazza Matteotti. La salma verrà tumulata nel cimitero di Sarzana.

Archivi della Resistenza e il Comitato Sentieri della Resistenza esprimono tutta la propria vicinanza ai figli Vanda e Andrea, alla nuora Michela ai nipoti Paolo, Elena e Giacomo, ai pronipoti Andrea e Giulia, ai familiari tutti, ai compagni e le compagne dell’ANPI di Sarzana e a tutti quelli che gli hanno voluto bene.

Per le espressioni di cordoglio potete scrivere al nostro indirizzo ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) a quello del figlio Andrea ( Questo indirizzo e-mail è protetto dallo spam bot. Abilita Javascript per vederlo. ) oppure mandare un telegramma all’indirizzo Piazza Martiri della Libertà – 19038 Sarzana (SP). Abbiamo creato sul forum del nostro sito uno spazio per ricordare Paolino (clicca qui)

Caro Paolino, che la terra ti sia lieve.

Il collettivo di Archivi della Resistenza

 

 
Un'altra morte sul lavoro
Scritto da Redazione WEB    Mercoledì 26 Maggio 2010 14:03    PDF Stampa E-mail
Cronaca
Muore operaio ad Avenza schiacciato da una lastra di marmo.

Nuovo tragico incidente sul lavoro. Un autotrasportatore, Claudio Bertolini, 58 anni, è morto oggi in un incidente sul lavoro accaduto nella zona industriale di viale Galilei, vicino al casello autostradale di Carrara. L'operaio è rimasto schiacciato tra un blocco di marmo e un container che l'autista di un carrello elevatore stava movimentando nel deposito della ditta Tekno Spedizioni. Bertolini lascia la moglie e due figli.

I medici del 118 che sono intervenuti per oltre un'ora hanno cercato di rianimare l'operaio, che però è morto all'arrivo in ospedale. Sul posto stanno eseguendo i rilievi la polizia, i vigili urbani e tecnici della Asl di Massa Carrara. Tra i primi ad accorrere sul luogo dell'incidente il sindaco di Carrara Angelo Zubbani e l'assessore Roberto Dell'Amico.

 
  • «
  •  Inizio 
  •  Prec. 
  •  1 
  •  2 
  •  3 
  •  4 
  •  5 
  •  6 
  •  7 
  •  8 
  •  9 
  •  Succ. 
  •  Fine 
  • »


Pagina 1 di 9

CONTATTO RADIO

Sede legale, amministrazione, redazione e studi:
Via Loris Giorgi 3 - 54033 - Carrara (MS) - ITALY

Indirizzo postale (materiale promo audio, riviste, fatture):
P.O. Box 320 - Poste Centrali - 54033 - Carrara (MS) - ITALY

Telefoni: (+39) 0585 777625 | 757035 | 779616 (studio diretta)  Fax (+39) 0585 757035